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Chiesa di San Carlo (Sec. XVII)

La chiesa, tuttora officiata, si trova in via Palazzo di Città; è in stile barocco ad una sola navata.
Dietro l'altare si può ammirare una tela che rappresenta san Carlo Borromeo attribuita alla figlia del Moncalvo.
immagine ingrandita Vista della Facciata della Chiesa (apre in nuova finestra) Una preziosa statua linea seicentesca è oggi conservata presso il Museo Diocesano di Arte Sacra.
Le vicende di questa chiesa sono legate alla confraternita del SS. Nome di Gesù.
Sulle vicende legate alla costituzione e alla vita di questa Confraternita non si sa molto, e la documentazione archivistica risulta a tutt'oggi inedita.
In una memoria datata 18 agosto 1811 l'anonimo rettore di quell'anno ne delinea brevemente la storia, precisando che la Confraternita, nell'epoca a lui contemporanea, "è quasi nascente, ossia da morte risuscitata povera, e spogliata d'ogni memoria per l'Epoche occorse negl'anni presentanei di Guerra...".
Leggiamo così che fu fondata l'8 marzo 1573 da trentaquattro "cristiani particolari, desiderosi di mettere in opera il zelo della loro Cristiana Religione", i quali, ispirandosi al dolore della Passione, assunsero il nome di SS.mo Nome di Gesù, "per patire anche loro quello dei Disciplinanti, ed ecco dove hanno preso il nome e per qual ragione si chiama Confraternita dei Disciplinanti del SS.mo Nome di Gesù".
Per intercessione del padre Giovanni Battista Canova, predicatore per quell'anno nell'abbazia di San Giusto di Susa, essi chiesero all'abate un oratorio.
La loro richiesta fu soddisfatta, ed essi iniziarono a riunirsi nella cappella di S. Pietro in San Giusto.
In seguito l'abate concesse loro la chiesa della Madonna del Ponte, dove rimasero fino al 15 agosto 1580. Si trasferirono poi nella chiesa parrocchiale di San Paolo, riedificata proprio dai confratelli, e lì rimasero fino al 19 marzo 1625.
In quel medesimo anno fecero costruire un altro oratorio, dedicato a San Carlo, in una casa acquistata nel 1618 da messer Claudio Sadiro.
Esso fu benedetto il 20 marzo del medesimo anno, e il giorno seguente vi fu celebrata la prima messa.
In seguito all'acquisto della casa adiacente, poterono edificare la chiesa di San Carlo, la cui costruzione fu avviata nel 1626. Alla fine del secolo XVIII iniziò il periodo di decadenza, causato della guerra contro la Francia.
Tra i documenti dell'archivio si conservano anche due regolamenti del 1865 , che delinea la struttura e le mansioni della Confraternita.
In esso si legge che potevano farne parte uomini e donne di età superiore ai sedici anni e che si mostrassero "zelanti nell'osservare i precetti di Dio e della Chiesa".
Essi dovevano partecipare alle sepolture e alle processioni, come la Confraternita dello Spirito Santo, con la quale partecipavano anche alla processione al santuario della Madonna della Losa.
Il priore e la priora erano eletti la sera della festa di Santo Stefano, il loro mandato è annuale.
Le cariche principali sono: il rettore della Confraternita, che è un sacerdote, il prefetto di sacrestia, che custodisce gli arredi e le suppellettili, il segretario, che redige gli ordinati e cura la corrispondenza, l'archivista, il tesoriere, i maestri dei novizi, che istruiscono i nuovi confratelli e i maestri di canto.
I confratelli, inoltre, godono della fratellanza con i padri Cappuccini.
L'archivio della confraternita è attualmente custodito presso l'Archivio Storico Diocesano di Susa.

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